lunedì 2 aprile 2007

nulla è contro natura, fuorchè l'impossibile....(Galilei)

01 aprile 2007 il Messaggero

Roma

La Chiesa non discrimina i gay, ma no ai dico
Mons Fisichella: i cattolici non votino leggi contro natura.

Dopo le dure parole del segretario della Cei mons Bagnasco, quelle meno intransigenti (???) del rettore dell'università lateranense monsignor Fisichella (nonché cappellano di Montecitorio - tanto per rimarcare la laicità delle istituzioni italiane) Queste ultime pronunciate tra l'altro in tv. E sulla rete laica per eccellenza, Raitre, in un'intervista con Lucia Annunziata.
«Una condizione di sana laicità (e ti pareva, subito a dare le pagelle sui veri laici) è anche quella di ascoltare le istanze della Chiesa, (se poi le ascoltiamo, ma non le condividiamo, dimostriamo di essere sordi, i peggiori sordi....) che dice che non vi può essere equiparazione tra la famiglia e altri tipi di unione, (diciamo piuttosto che il Vaticano non vuole che ci sia equiparazione fra i vari tipi di famiglia) poi sta al legislatore trovare, nel diritto privato, le forme necessarie per evitare discriminazioni». (quindi le discriminazioni ci sono, altrimenti non sentirebbe, mons Fisichella, il bisogno di delegare l'intervento al legislatore, ma solo con norme di diritto privato, dato che il Vaticano è già così pesantemente intervenuto per bloccare qualsiasi legge che vincoli le istituzioni a garantire i diritti delle coppie di fatto ed delle coppie omosessuali - per coppia si intende DUE PERSONE, meglio ricordarcelo prima che qualcuno azzardi il concetto che una coppia di conviventi non può reclamare diritti perchè in realtà sono due SINGLES !!! )
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Ma i gay hanno qualche diritto? - ha chiesto la giornalista ex presidente della Rai.
«Certamente -ha risposto il rettore della Lateranense strenuo collaboratore del Papa- come quelli di successione o darsi una reciproca assistenza (ovvevo: aiutati che Dio ti aiuta – Fisichella potrebbe accettare che Stato Italiano riconosca a due conviventi il "diritto di aiutarsi reciprocamente", purchè lo Stato stesso non li aiuti mai. Il diritto alla successione poi si limiterebbe a questo: assicurati di essere nominato nel testamento altrimenti i parenti del tuo convivete defunto potrebbero sbatterti fuori di casa.)
[...]
“...già il cardinal Ruini ne aveva parlato” per poi aggiungere a proposito dei Dico, che i parlamentari cattolici non possono “appoggiare leggi” che vanno contro la parola di Dio, CONTRO NATURA.
(chissà a quale natura si riferisce?)